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La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte.
Adagio della filastrocca che da piccoli ci hanno insegnato.
Beh le scarpe ci stavano ma non erano rotte anzi i nostri eroi befanini hanno chiuso la prima gara del 2018 con quello che più ci piace, il sorriso sulle labbra e gambe leggere. 


 
Name: Anna Merola Email: 
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Country:   Date: 7 Jan 2018 14:16:24 GMT

Comment: 20 atleti giunti al traguardo che ci hanno permesso di conquistare la 7^ posizione nella classifica a squadre.Combattuta e voluta a tutti i costi dal nostro neo eletto presidente Pietro Maienza. Fantastico il gruppo neuro riabilitativo che tra risate, foto e video ha rinnovato lo spirito di squadra


Articolo Antonio Farina................


Finalmente l’atteso nuovo anno è incominciato. Abbiamo un nuovo presidente e anche un nuovo consiglio direttivo che ormai incominciano a prender coscienza della mole di lavoro che c’è da fare ma che a distanza di quasi tre settimane dalle elezioni incominciano già a fare il primo miracolo con la voglia di correre insieme che è tornata prepotente… Vabbè non scherziamo diciamo che in realtà la nostra squadra, dopo aver travagliato negli ultimi 6 mesi in una tempesta, che nemmeno l’uomo che cammina sulle acque sembrava riuscire a calmare, si è ritrovata per il 50% circa all’arco di partenza di una gara sconosciuta agli archivi storici sportivi ma che ha portava in se un dono speciale che nessuno poteva immaginare (sarà stato il fatto che eravamo nel giorno dell’Epifania?!?!?!). Obiettivo dichiarato: portare 20 atleti al traguardo e riprendersi le cronache sportive con un settimo posto che poteva avere il sapore della vittoria; obiettivi non dichiarati dal neo-presidente, portare quanti più atleti possibili a premi individuale e far pagare il meno possibile l’iscrizione. Insomma un piano davvero ammirevole se si considera che l’ultima gara di società era stata un quasi fallimento... Che il vento era cambiato si era capito già in settimana quando sui gruppi social rispetto ai soliti commenti disfattisti e alle solite sfide lanciate internamente tutti insieme abbiamo fatto il conto alla rovescia per gli iscritti, (anche grazie soprattutto ad un Vincenzo Giuliano sempre sul pezzo e attentissimo ad aggiornare la lista iscritti anche alle tre del mattino). All’annuncio del ventesimo iscritto, un Roberto Ominto che, per promessa fatta, non si è potuto tirare indietro dopo aver annunciato che solo in questa occasione poteva essere in grado di arrivare davanti al capitano che, acciaccato e con una gamba sola, avrebbe dimostrato un grande senso di appartenenza alla nostra gloriosa canotta, c’è stato un boato degno del miglior pubblico fantozziano all’annuncio ufficiale che “la corazzata Potionkin-sannicolese” sarebbe stata almeno settima in classifica!
Senso di appartenenza e voglia di riscatto anche da parte di un minigruppo formatosi nel corso dei giorni seugenti ma che ha visto il parto ufficiale sulla linea di partenza e subito ribattezzato dal sottoscritto come “gruppo neuroriabilitativo” che si è dato l’obiettivo fondamentale di arrivare negli ultimi posti fin dall’inizio ma soprattutto di arrivare prima dello scoccare dell’ora. Insomma un obiettivo abbastanza ambizioso per sei di noi che negli ultimi tre/sei mesi siamo stati falcidiati da infortuni veri, psicosomatici ed interventi chirurgici, ed altre concause non dichiarate pubblicamente. Ma volevamo esserci, volevamo dare il nostro contributo e ci siamo stati, (segnale questo che mette umore positivo nell’ambiente ma che vuole dimostrare anche la corsa non è solo arrivare primi, arrivare davanti o comunque essere sempre lì a fare a sportellate per una bottiglia di vino o un cesto più ricco ma anche amicizia e divertimento e cosa ancora  più importante che si può fare squadra anche in uno sport molto individuale come quello che è la corsa e specie la corsa su strada).
Il ritrovo al solito posto, alle solite 7.45, come solitamente annunciato dalla nostra addetto stampa Anna Merola, ma stavolta siamo in tanti già al bar (altro segnale positivo), con Mandarino al tavolino a riscuotere le quote, degno ragioniere di fantozziana memoria in un orario in cui non è facile fare i conti e soprattutto dare il resto alla gente; unico desaparecido nonno Maiello di cui tutti, (altra stranezza?!?!?), hanno notato il collegamento su Whastapp alle 3.34 del mattino ma che nessuno sapeva che fine avesse poi fatto. Alla fine dopo averlo atteso invano ci siamo messi in macchina e siamo partiti alla volta di un paese dal nome sconosciuto e dai contorni abbastanza inquietanti al punto tale che il navigatore ci segnalava una strada e la macchina che seguivamo ne faceva un’altra ma era la giornata dell’amicizia e della fiducia quindi ci siamo fidati di quel Fabrizio che le strade le conosce meglio di casa sua. Tante sono state le raccomandazioni in macchina che mi sono state fatte da Ominto e Giuliano che ad un certo punto incominciavo ad avere dubbi di aver fatto una cazzata enorme nel provare la corsa quella mattina. Per me era stato già difficile iscrivermi in quanto avevo dovuto affrontare in settimana l’amore filiale di Vincenzo Giuliano che preso dall’amore fraterno e preoccupato per il mi ostato di salute fisico e mentale si rifiutava di iscrivermi e che alla fine ho faticato a convincere solamente quando gli ho garantito per iscritto che avrei corso a 6 al km e che mi sarei fermato alla prima sensazione di dolore. Grazie Vincenzo per questo tuo affetto smisurato e questa premura incredibile e vederti all’arrivo con l’accappatoio ancora addosso correre e urlarmi dietro è stato di un’emozione unica.
Arrivati sul posto un sorridente Pietro ci aspettava con venti buste in mano e un foglietto tra i denti, che non era la lista nera ma semplicemente l’elenco degli iscritti che magicamente per una volta avevano tutti convenuto sul fatto che era meglio correre nella stessa città che sparsi per la penisola.
Dopo aver ritirato le buste premio già si erano scatenati i fan della maglietta taglia M e taglia L che non c’è stato tempo di rubarla dalle buste degli altri che era già ora di fare la foto di gruppo e prepararsi alla partenza…Andiamo al cambio abiti e mentre tutti timidamente si svestono per mettersi in canotta, io avevo riservato per me la maglia termica pantaloncino lungo, calze a compressione, canotta e se avessi potuto anche sciarpa guanti e cappello. Ero così coperto che Pastore Giovanni simpaticamente mi ha chiesto se avevo programmato una giornata in montagna o stessi andando a sciare subito dopo… Non c’è che dire il tempo passa e tre mesi di assenza si fanno sentire, avevo freddo nonostante i 12 gradi nell’aria ed un tiepido sole che preannunciava quasi una giornata di primavera. Ci cambiamo in fretta e Ominto ancora una volta si manifesta come il Prometeo della situazione, questa volta per la profonda conoscenza del territorio e dei suoi abitanti. Infatti consegna le chiavi del suo bolide (invece che lasciarle sulla solita ruota gommata della vettura) al padrone di un negozio di articoli ittici surgelati ivi presente. Insomma ha conoscenza infusa e conoscenti ovunque, quasi degno dei “cumpegn” come si suol dire in quel luogo famosissimo in auge in questo periodo a seguito di un noto programma televisivo che ha appena visto concludersi la terza serie… Il Il tempo di raggiungere la zona partenza e non c’è che dire, siamo riusciti a fare anche la foto di gruppo in maniera maniacale per la presenza di tutti tant’è vero che ci stavano perfino il Capitano e Nick Leone che di solito ancora prima dello start hanno già corso almeno 4/5 km… Insomma una mattinata a dir poco ideale. Il tempo della foto sembrava interminabile, infatti ci abbiamo impiegato quasi dieci minuti ma solo perché il fotografo occasionale, che avevamo trovato, continuava ad affermare che il telefono era bloccato ma in realtà non si rendeva conto che indossando un guanto di lana alla mano destra il sensore del touch screen non percepiva la presenza del dito. Alla fine dopo averglielo fatto notare con non poche difficoltà, siamo riusciti anche a fare la foto di rito, e così nel nostro archivio possiamo inserire la seconda foto nel giro di meno di 7 giorni. Nel frattempo lo speaker già annunciava che era il momento di mettersi sotto l’arco della partenza. Con fare sornione, mentre tutti sparivano tra le prime linee veniva magicamente a costituirsi il gruppo neuro-riabilitativo con Romeo, il sottoscritto, Gaetano, Vincenzo Poliseno e Stefano Letizia che nascondendosi dietro i vetri scuri degli occhiali prometteva battaglia fin dai primi metri del percorso andando avanti e indietro come un cavallo indomito senza le briglie, al punto tale che al secondo e poi anche al terzo km quando ci siamo resi conto che l’andatura era molto forte, eravamo a circa 5:35 min/km, roba da velocisti puri ,dovevamo continuamente urlargli in testa di mollare la presa altrimenti qualcuno di noi sarebbe potuto morire.
Ci abbiamo messo circa 3 km per renderci conto che in effetti il percorso era proprio da strade di quartiere e mentre Gaetano si lamentava di un percorso che aveva ben poco da offrire in termini di paesaggi artistici e beni architettonici ci siamo ritrovati a fiancheggiare niente di meno che una carcassa automobilistica di plastica bruciata e accantonata lungo la strada e mentre commentavamo la presenza di questo ingombrante monumento ambientale ci siamo ritrovati improvvisamente a rallentare a causa del fatto che Poliseno con tutta la sua buona volontà proprio non riusciva a stare al passo, ma siccome il gruppo è gruppo “e va si rispettato”, (cit. A.De Curtis), abbiamo rallentato l’andatura, fino a raggiungere una velocità che ci permettesse di correre in gruppo. L’unico a non capirlo era Stefano che avrà corso almeno il doppio a fine gara visto che continuamente andava avanti e indietro come un keniota. All’inizio del quinto km abbiamo intravisto da lontano anche Alfonso Napolitano e siccome era la domenica dell’inclusione lo abbiamo precettato nel gruppo riabilitativo non perché venisse anche lui da un infortunio ma solo perché la sua andatura si adattava alla nostra ed eventualmente ci avrebbe permesso di un ulteriore abbassamento della velocità complessiva. Al sesto km dopo una salita interminabile e un ristoro che non arrivava mai si realizzava finalmente il sogno segreto di Poliseno che mi costringeva a scattargli una foto ricordo del fatto che per la prima volta nella sua carriera podistica si trovava davanti a Romeo e siccome non riusciva a credere a se stesso ha preteso anche rivedere lo scatto per assicurarsi di essere venuto bene. Non ho avuto il coraggio di dirgli che in realtà Romeo si era fermato a bere perché in tanti anni non gli era mai accaduto di fare rifornimento al sesto km di una gara da 10km e così aveva ben pensato di fermarsi di sana pianta e tracannarsi l’intera bottiglia di acqua. Stoico invece l’atteggiamento di Gaetano che di fronte alla mia richiesta di bere mi ha risposto: “No grazie sto benissimo”. Ormai il nostro obiettivo dichiarato fin dalla partenza di arrivare per ultimi si faceva concreto e quando aumentavamo di un pochino l’andatura subito c’era qualcuno di noi pronto a rallentare per permettere che la cosa si avverasse e devo dire la verità che tra Poliseno e l’imbarcato Alfonso ce l’hanno messa tutta per fare da timonieri in questo senso… all’ottavo km e mezzo eravamo così felicemente ultimi che di fronte all’incitamento di una tifosa che ci mostrava la strada da percorrere non abbiamo resistito e l’abbiamo circondata di affetto e simpatia al punto che non voleva lasciarci più andare.
Intanto entrati nel pieno dell’ultimo km, si faceva concreta anche la possibilità che l’ambulanza ci potesse raggiungere così ci siamo ricompattati e Poliseno con una falcata non sua si è messo davanti con la scusa che non poteva fermarsi altrimenti gli si bloccava il ginocchio, Stefano continuava a fare avanti e indietro e Gaetano al mio fianco, mentre Romeo che voleva dare a tutti lezione di umiltà e si proponeva per la pubblicità regresso dell’anno finiva ultimo in classifica staccandosi addirittura di un secondo dal sottoscritto. La gioia più grande vedere tutti i coloro della nostra squadra che finalmente vedendoci svoltare nell’ultima cura hanno tirato un sospiro di sollievo e hanno addirittura incominciato ad incitarci come se fossimo i primi. Il più “sconvolgente” è stato Vincenzo Giuliano che preso dall’euforia in accappatoio ha incominciato a inseguirmi e a incitarmi al punto che ad un certo punto ho pensato potesse rimanere in mutande pur di spingerci fino a tagliare il traguardo. Traguardo tagliato a 58 minuti e 40 secondi per tutti ad una media di 5:45 m/km. Obiettivo di rimanere comunque sotto l’ora centrato in pieno ma ancora più importante abbiamo ritrovato tutti quella serenità di parlare e ridere della corsa come della cosa più bella di questo mondo. Obiettivo segreto di fare squadra e di non prendersi troppo sul serio raggiunto in pieno da tutti, quelli che sono arrivati davanti e quelli che sono arrivati felicemente ultimi.
Essendo specializzato in materie scientifiche spesso sono portato a credere banalmente che tutto è uguale alla somma delle sue parti, finché poi non arrivano giornate come queste dove ti ritrovi a praticare uno sport individuale e corri insieme agli altri con un obiettivo comune e capisci che il tutto non è mai la somma delle sue parti: è maggiore o minore, a seconda di come riescono a collaborare le persone. E solo il lavoro di squadra questa volta ci ha portato a non avere nessun atleta al traguardo sopra l’ora e ad essere la settima squadra classificata. L’Atletica San Nicola C’è!!!


 
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