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4 maggio-Maddaloni, Una gara per la vita

Ore 6:00 spuntano le prime luci dell'alba.

Ore 6:45 un primo raggio di sole si intravede dalla finestra della mia camera finchè alle ore 7:15 un suono insopportabile cresce lentamente: era la mia sveglia pronta a ricordarmi di scendere da quel letto, vestirmi, prepararmi, indossare le mie scarpette e andare  a correre o meglio ancora ritornare a gareggiare dopo mesi. Occhi spalancati, mente determinata e cuore pieno di gioia .Nessuno poteva fermarmi, nessuno poteva ostacolarmi, neppure la paura che mi assaliva, quella paura di ripercorrere in fondo solo 10km dopo tempo. 

 Alle ore 8:15 mi ritrovo sul corso di Maddaloni, ed ecco che da lontano con un fare alquanto bello e socievole Angelo Marino alza la mano e mi saluta .Nuovo pettorale, nuovo chip, nuova consapevolezza : la gara stava per cominciare ed io ero una delle protagoniste. Presa dall'ansia mi reco dalla mia guida, quella che ho sempre ammirato e che ho sempre voluto imitare ovvero Anna Merola! Una sorta di "mamma", una sorta di personal trainer sempre pronta a darmi consigli e a starmi accanto nei miei momenti più difficili, una persona che non finirò mai di ringraziare per tutto quello che ha fatto sin dall'inizio. E poi? E poi ecco la mia squadra, la mia appartenenza, il mio motivo d'orgolio Erano tutti lì, 32 atleti con canotta azzurra e pantaloncino, 32 atleti con i volti sorridenti, pieni di forza, coraggio, volti luminosi, divertenti in pratica quei volti che guardi una volta e ti rimangono impressi nella mente per tutta la vita.

Ore 9:00 tutti in coda dietro il gonfiabile, e la mia mente  che gridava :"C'è la devi fare" mentre il cuore sussurava :"Ce la farai".

Ore 9:10 uno sparo si divulga nell'aria e si inizia! 1-2-3-4 Km il fiato non manca, la voglia di correre si accresce, la voglia di arrivare al traguardo e superare me stessa aumentava, 5-6 km le gambe avevano ormai raggiunto la meta prima ancora che le gambe l'afferrassero 7-8-9km c'ero quasi! Era finita  e al 10km circa lo sprint finale, quella che considero la parte migliore, più bella, più incredibile perchè è proprio in quel momento che vieni assalito dalle emozioni, quelle emozioni che conquistano ogni parte di te, corpo ed anima! Quelle emozioni piene di sè, piene di forza, quella forza che non credevi di possedere ma che scopri soltanto quando la metti in pratica, e proprio quando diventi consapevole delle tue capacità, della tua voglia di continuare, di andare avanti, di non fermarti, finalmente si intravede il traguardo e allora spingi, sempre di più fino alla fine. Ed ecco il trionfo personale, la propria rivincita, ed un sorriso compare sul mio volto, i miei occhi brillano, il mio cuore sprigiona felicità.

Ce l'ho fatta !

Un grazie particolare va a tutti voi campioni dell' Atletica San Nicola che credete e avete sempre creduto in me !

 La vostra piccola atleta Rita



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4 maggio 2014
Trofeo Città di Maddaloni
“anche se non ci sarò…sarò con voi…!!!”

La prima domenica di maggio si apre, per lo storico club podistico di San Nicola la Strada, con una classica sulla distanza dei 10.000 m, molto vicina al proprio territorio, praticamente contigua. Stiamo parlando del “Trofeo Città di Maddaloni” dove l’Atletica San Nicola si è presentata con un corposo numero di atleti, più o meno una trentina.
A differenza delle solite gare più lontane dove gli atleti sono soliti incontrarsi in piazza, come ritrovo, per scambiare qualche pensiero e gustare un buon caffè, questa domenica i valorosi podisti hanno pensato bene di ritrovarsi direttamente sul circuito di gara.
Percorso rinnovato, per la precisione 10.400 m studiato e tracciato abbastanza bene dagli Amici del Podismo di Maddaloni. Si è presentato più veloce delle passate edizioni ma non privo di qualche salita e falsopiani.

Per la cronaca, giornata che si è presentata inizialmente nuvolosa con qualche sporadica pioggia, lasciando successivamente spazio a qualche “flash” di sole. Per quanto riguarda la gara, dopo i soliti rituali iniziali, foto ricordo, preriscaldamento e stretching, lo speaker ufficiale Marco Cascone ha dato inizio alla competizione con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario previsto per le 9:00.
Da sottolineare la buona prova di tutti gli atleti in competizione in particolare Nicola Leone, che di leone non ha solo il nome, un vero è proprio “felino”  in gara, ferma il crono sul tempo di 39.18, unico atleta ad andare sotto i 40 minuti. Complimenti Nicola….!!! Il sottoscritto riesce dopo una buona prova con il tempo di 41.28 in extremis (posizionandosi 100° uomini) ad acciuffare il pacco premi per la gioia di Ruben e Tommy che non hanno fatto mancare l’incitamento al proprio papà. 

Gara comunque bella, variegata e ricca di emozioni, personalmente devo riscontrare anche la sentita partecipazione non in veste  di atleta di Pasquale Cicala che fuori casa sua ha incitato con il cuore tutti gli atleti sannicolesi (probabilmente avrebbe usato anche l’innaffiatoio, come ha scritto il giorno prima su fb…ma visto la giornata già in parte bagnata ha praticamente desistito…). Bravo Pasquale sei unico….!!!
Un pensiero particolare al gentil sesso, le uniche due donne che hanno partecipato a questa competizione sono la veterana Anna Merola con un buon tempo di 48.11 e la giovanissima Rita Mastropietro che ferma il cronometro su un tempo di 51.37….Brava Rita avanti così….!!!! Per saperne di più sui tempi e posizioni si può andare direttamente alla pagina delle GARE.

L’Atletica San Nicola ha fatto sentire il suo peso anche in questa domenica, 31 podisti al traguardo e 4° società classificata.
I complimenti vanno a tutti gli atleti, nessuno escluso, anche al nostro presidente Nick D’Andrea che sabato mattina mi diceva al telefono che forse non ci sarebbe stato alla gara e aggiunse  “anche se non ci sarò…sarò con voi…!!!” 
Forza Presidente ti aspettiamo al più presto….!!!!

Giovanni Pastore

Domenica 11 maggio 2014. L'Atletica San Nicola in versione Internazionale alla Maratona di Praga 



Considerata tra le 10  più belle maratone del mondo, ospita ogni anno atleti provenienti da più di  70 paesi,  caratterizzata  da un percorso veramente spettacolare, raro da trovare in altre competizioni, percorso con una scenografia  "semplicemente indimenticabile", così come l'hanno definita  tantissimi runners  alla fine della gara.

 

E la città è bellissima. C’è si la  Praga storica,  del Ponte Carlo, del Castello e del mito di Kafka, ma pure la parte nuova e moderna , con i locali di tendenza, le boutique di design e gli hotel di lusso....

 

Alla partenza della  20^ edizione della Volkswagen Prague Marathon,  nella famosa piazza della città vecchia o piazza dell'Orologio,  circondata dai  più caratteristici  quartieri di Praga,  presenti anche  tre “più uno”   canotte dell'Atletica San Nicola,  il "capitano Francesco D'Andrea, Giuseppe Nuzzo, Mario Salvo e …. Nicola D'Andrea,  in veste di accompagnatore (convalescente  per  un fastidioso problema muscolare).

 

Allo start presenti circa 7000 atleti.  Temperatura di circa 12 C,  ideale per correre una maratona,  ma fastidioso vento di tramontana.

 

I 42 km e 195 metri, si presentano molto insidiosi soprattutto  per gli innumerevoli ponti e  i tantissimi  falsopiani , intorno al  fiume Moldava che taglia in due la città.

 

La gara dei primi è una storia a parte  che ha  quali  protagonisti , come  di consueto, gli atleti africani,  a cui va la vittoria della gara. Terer  Kipyegon in 2h08'07"  è il vincitore  la gara maschile e Dado Firehiwot  col tempo di  2h23'34" è la prima ad arrivare  per le donne.


Bella gara per dei nostri atleti, con Francesco D'Andrea che giunge  nella 287^ posizione assoluta con il tempo di 2h06'58", Giuseppe Nuzzo nella 1908^ posizione con il tempo di 3h45'41" e Mario Salvo 1918^ posizione in 3h45'58


L’appuntamento  per  le prossime maratone  è  in autunno,  periodo durante  il quale le canotte dell’atletica  sannicolese  saranno impegnate  in  l’Italia,  nelle più belle città  europee  e probabilmente anche nella classica New  York  Marathon

(nick the president)

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11 maggio – Maratona di Praga
X quelli che il muro è la transenna della gabbia 

… si perché questa cronaca inizia con l'ingresso nelle fatidiche gabbie e con il buon Salvo che non voleva proprio entrare in quella a noi assegnata. Ovviamente non era certo quella dei top runners, per cui quando si scoccia di cercare quella lontana  contrassegnata dalla lettera G,  scavalca facilmente la transenna di una gabbia più vicina pensando che io lo segua altrettanto facilmente, ma i miei 20 cm in meno di altezza rispetto ai suoi mi fanno rimanere sospeso sulle transenne e grz a due magnanimi runners riesco a scendere senza danni.....sai che figur e mmerd se cadevo!!!
Descritto questo primo siparietto veniamo all’inizio di questa avventura che per me coincide con venerdì mattina ore 6.55, quando nel mangiare la torta di mele gentilmente offerta da Anna Pinto, arriva Peppe Vanacore che mi chiede se avevamo prenotato il parcheggio all’aeroporto, ovv.te visto che avevo curato io l'organizzazione della trasferta a questa cosa non avevo pensato. Fortunatamente provvede direttamente lui alla prenotazione, che diversamente sarebbe stato un problema non di poco conto.
Partiamo quindi sabato mattina alla volta di Fiumicino, autista di eccezione il buon Salvo (essendo romano, chi meglio di lui conosce la strada?) che pur non accorgendosi che la mia auto ha sei marce (è abituato al trattore) ci porta a destinazione. Arrivati a Praga, grazie al ns. ottimo inglese riusciamo e trovare la strada x l'hotel in breve tempo, dove ci dividiamo nelle due camere doppie a noi riservate. Quando ci accorgiamo che sono matrimoniali pensiamo bene di dividere i due fratelli D'Andrea ... non si sa mai, almeno x dare una possibilità a tutti e due … ritiriamo i pettorali all'expo e  qui vengo invitato da due giovanotti di una tv spagnola a fare un’intervista. Poiché non parlo né lo spagnolo né l'inglese, in pratica conversiamo a gesti e alla sua domanda di come trovavo il percorso rispondo “bueno, adatto alle mie caratteristiche” ... meno male non approfondisce e ci lasciamo alla sua domanda da dove venivo e non capendo lui Caserta gli nomino “Naples”, lui risponde di essere argentino. Qui interviene Nick che sfoggia la sue conoscenze internazionali e colloquia con il tizio dicendo “Higuain Higuain”. Ci organizziamo x la cena,  il fatidico carico di carboidrati, si perché è in queste cose che poi noi non ci differenziamo dai top runners,  anzi “mittimm a copp”. Come carichiamo noi non caricano nemmeno i keniani! Dopo aver censito vari locali della zona e non aver capito nulla di cosa offrivano (i menu scritti in lingua ceca o inglese), per cui “guardando le figure” ne scegliamo uno che ci pareva congeniale e che ci fa sentire a casa ns., si perché oltre ad essere un ristorante italiano si chiamava "da al Capone". Durante la cena ci accorgiamo che Salvo ha in serbo qualche sorpresa x il giorno dopo. Non tocca birra, non esagera nel mangiare! Io invece tengo fede alle mie tabelle ed esco da al Capone pieno come un cappone e pure mezzo ubriaco … oh confesso che volevo vincerla la maratona! Ciccio D'Andrea mi segue a ruota, ma a lui la pancia non si gonfia nemmeno se mangia un maiale intero, Nick il presidente ci fa ottima compagnia. Lui non correrà,  ma “semp nu top runner è”. Andiamo a dormire in perfetto orario di atleta, io in camera con Ciccio , Salvo con Nick, per l’appuntamento dell'indomani alle 6.30 per la prima colazione. Ciccio alle 5.30 già è vestito e pronto e si avvia x la colazione mezz'ora prima. Le cameriere lo vedono fuori la sala adibita a colazione e si muovono a compassione aprendogli la porta anzi tempo, ma lui è un vero top runner. Io e Salvo invece facciamo colazione insieme alla massa di disperati che “cu chelli panz annanz” si danno l'aria di maratoneti perché tra un pò saranno alla partenza di una maratona internazionale, dimenticando che fanno partecipare a tutti basta pagare. Sentiamo nell’aria la solita domanda "a quanto la chiudi?" e le risposte si sa sono stronzate di vario genere. Unica cosa che accomuna tutti è che tutti hanno acciacchi. Le solite palle del podista che teme di fallire e si butta avanti. Uno fa la stessa domanda a me che simpaticamente gli rispondo che non sapevo nemmeno se l’avessi aperta, figurarsi se sapevo l’avessi chiusa e con che tempo. Ciccio non ci aspetta e si avvia alla partenza due ore prima, voleva aiutare gli organizzatori ad alzare l’arco gonfiabile della partenza o poi forse non vuole confondersi con noi miserabili “small runners” che invece ci avviamo tranquillamente alla partenza dove facciamo le solite foto di rito come stessimo a Maddaloni o a Cicciano. Giusto x le 9 entriamo nelle gabbie come all'inizio descritto ed inizia l'avventura. Che dire, io e Salvo stiamo insieme x due/tre km, ma poi ritengo che il passo di Mario non è alla mia portata e lo lascio andare via, o meglio è lui che mi lascia per poi incrociarci altre due volte lungo il percorso. La prima volta ci separa qualche minuto, la seconda i minuti sono tanti di più e gli grido addirittura di rallentare. Eravamo io al 25simo e lui al 27/28simo. Lo rivedrò poi al 40simo km, stremato e in preda a crampi. Non so se pentirmi, ma la prima cosa che gli dico è che è stato uno stupido a forzare troppo alla partenza. Proseguiamo quasi appaiati fino alla fine dove arriveremo con il tempo di 3h45’36” io e lui di 3h45’59”. Ciccio ovviamente era arrivato da 40 minuti  con il tempo di 3 ore e sette minuti per poi rivederlo al ritiro borse dove mi aspettava anche Nick che da buon padre di famiglia ci aveva atteso tutti al traguardo e anche fotografati al 12simo km. Mario invece va direttamente in hotel. Terminare una maratona, qualunque sia tempo in cui la si chiuda (per usare termini podistici) è x me un'emozione bellissima. E' sempre come fosse la prima perché x quelli come me che top non sono, che le uniche tabelle con le quali hanno a che fare sono quelle dei giorni che mancano alla maratona, che il primo obiettivo è aprirla e il secondo è chiuderla, è sempre un successo. Poi se non hai problemi tipo crampi o altro magari fai anche un buon tempo (buono smp x small runners).
Tornati in hotel troviamo un podista sconsolato il quale alla domanda di Ciccio di come fosse andata, risponde “malissimo”. Aveva impiegato 3 ore invece delle 2 ore e cinquanta programmate. Mah?  la maratona è bella proprio perché ognuno ha il suo obiettivo.
Dopo aver riposato un paio d'ore usciamo a fare i turisti in attesa della sfida serale che siamo costretti ad accettare in un ristorante brasiliano dove ci invitano a mangiare finche' ce la facciamo . Ebbene qui  con ns estrema sorpresa constatiamo che è vero che siamo sopravvissuti alla maratona,  ma qui saremmo potuti morire di infarto se avessimo tentato di portare a termine l'intero menu. Da notare che anche qui Mario parte sparato ma è costretto a fermarsi.

Dopo una mattinata al cazzeggio per Praga si torna a casa con un’altra avventura terminata e con un’altra da programmare. Mario e Ciccio già decisi alla prossima in terra pugliese io in attesa che qualche signora si decida sul dove e quando...ognuno ha il suo obiettivo. L’importante però è scegliere quello giusto per ciascuno di noi!

Giuseppe Nuzzo


Nome: ludoE-mail: 
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Nazione:  Data: 13 May 2014 08:10:19 GMT

Commento: Grande Peppe, Grande Atleticaaaaa!!!



Nome: MaxE-mail: 
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Nazione:  Data: 13 May 2014 09:38:58 GMT

Commento: Grande Peppe per il risultato ottenuto e l'avvincente e ilare cronaca di questa avventura. Grandi anche Ciccio e Mario che hanno portato a casa un bellissimo risultato. Ultimo ma non dimenticato il Presidente che, comunque, vi ha garantito il suo supporto forse con una nota di malinconia.



Nome: Anna MerolaE-mail: 
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Nazione:  Data: 13 May 2014 14:15:32 GMT

Commento: Che bello leggerti Peppe.Sono morta dal ridere.E'esattamente così che un giorno vorrei affrontarla, con impegno sicuramente ma con altrettanta leggerezza.Ovviamente i complimenti vanno a tuttie tre, anzi a tutti e quattro...perchè nonostante tutto Nick c'era, per sostenervi come nessun altro avrebbe potuto.



Nome: Giuseppe NuzzoE-mail: giunuzz@tin.it
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Nazione:  Data: 15 May 2014 10:54:22 GMT

Commento: grz ragazzi, anna l'affronterai sicuramente e con leggerezza sei una di spirito non mi sembri fissata io sono così di carattere non posso rispettare alcun regime rigido di tabelle o altro nell'esercizio di un hobby come la corsa grz alla quale ho conosciuto tanta gente perbene e incrementato le mie amicizie...se ero un fissato non sarebbe stato così,la parte più importante dell mia preparazione sono i giorni che precedono la gara passati con gli amici a ridere e scherzare un abbraccio...



Nome: Johnny PastoreE-mail: 
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Nazione:  Data: 16 May 2014 17:58:35 GMT

Commento: Grandi ragazzi...complimenti a tutti voi, avete onorato i colori dell'Atletica San Nicola in terra straniera......!!!!!





24-25 maggio-100 km del Passatore
Il "ragazzetto cresciutello" di Caserta

100 KM del PASSATORE, una competizione che ti strema ma che ti lascia dentro emozioni indimenticabili, non solo a caldo.
A distanza di qualche giorno continuano a tornarti alla mente le immagini e le sensazioni vissute, vive come il primo giorno ma con la consapevolezza sempre più marcata di essere arrivato.

I paesaggi, i profumi, i personaggi. Una gara in cui trovi il campione e l'amatore, il corridore scalzo e quello col cappello da bersagliere, il 90enne che ne ha già fatte 41 (e continua ancora) ed il ragazzo alle prime armi, il corridore solitario e quelli che preferiscono sostenersi in gruppo.
Ognuno affronta la sua gara personale: chi la corre in 7 ore, chi la cammina in 20 o più, chi la alterna sapientemente fra salite e discese, chi si fa dare l' "aiutino" ma non importa, perchè alla fine la tua sfida è solo con te stessso.

E poi c'è il "ragazzetto cresciutello" di Caserta che parte per la sua 1^ volta armato solo del suo sogno, della sua volontà, dei suoi allenamenti e dei suoi calcoli .Determinato ad affrontarla come ha sempre affrontato tutte le sue corse: senza cambi intermedi, senza cedere mai sotto l'andatura di corsa e sperando in un tempo di 13-14 ore, credendo ma non osando sperare meglio.

E allora parti, affronti le salite, i tornanti, le discese. I tuoi piedi e le tue gambe registrano ogni chilometro e te lo sottolineano prepotentemente, mentre tu fai finta di non sentire, cercando di curare l'alimentazione sempre più insufficiente e scavando costantemente alla ricerca di carica emotiva.
E poi arrivi al traguardo, vedi la linea di arrivo, il crono che ti segna 12h 14' e gridi ...Sììììììììììì.

GRAZIE ai miei compagni di corsa Ludovico Carozza, Vincenzo Trepiccione e Carlo Rosati.

by Giovanni Seccia


Un sogno lungo 100km
Se chiudo gli occhi rivedo ancora il blu del cielo stellato che circonda l’oscura vallata del Mugello prima di Marradi.
Il Passatore è una gara stupenda, è la Gara. 100km di festa, colori, sofferenza, incredulità, fatica e gioia. 100km che ti attraversano e restano con te per sempre. Sfumature e posti bellissimi declinati in base alle diverse ore del giorno e della notte in cui si attraversano.
La mia preparazione comincia nella città più bella del mondo, a febbraio parto con la maratona di Napoli, che spettacolo. A marzo la mia prima ultra, la Strasimeno: un giretto interessante intorno al lago Trasimeno quasi 58km e tante risposte alle mie domande in merito a cosa fosse un’ultramaratona ed un ultramaratoneta. 
Poi la maratona del Lamone, la prima tappa del trittico di Romagna, la regione più ospitale d’Italia e poi qualche lungo in zona Saint-Gobain in compagnia di mezza squadra. 
E così mi ritrovo sabato 24 maggio nel cuore di Firenze a prender parte al Passatore di Romagna quello dove corre Vincenzo Trepiccione e Giorgio Calcaterra, un sogno per un corridore della domenica come me.
La partenza è di quelle belle, relax e foto di rito con Giovanni, compagno di viaggio per l’intera avventura e non a sorpresa un grande “emerodromo” come direbbe il keniano. E poi i due Signori della 100: Carlo e Vincenzo, quest’anno scortato dalla sua Simona in bici.
Alle 15 la città dei Medici si ferma e attende il passaggio degli eroi, ed in venti minuti ci si ritrova a Fiesole... che panorama, tempo bellissimo, una temperatura che supera i 25 gradi, la prima ora passa veloce. Si supera vetta le Croci e comincia la prima discesa; di forza ce n’è e la condizione è buona nonostante il caldo. A Borgo San Lorenzo comincia la scalata, unico obiettivo conquistare il mostro: il leggendario Passo della Colla. Il personale di gara è perfetto, i ristori ci sono ed il tifo pure, ogni anno la gente di questi posti aspetta con ansia l’evento e non si risparmia mai in applausi ed incoraggiamenti per i partecipanti, dal primo all’ultimo.
Intanto arriva la voce della vittoria di Calcaterra con un sorpasso al 92esimo km, UNICO, ed io sto correndo la sua stessa gara… ne sono fiero, ancora una volta il Passatore va ad un Italiano.
Come da programma, riesco entro le 7 ore a completare l’aspra salita del Passo della Colla, ma sono solo al 48esimo km e la temperatura scende sensibilmente. I 25 gradi del pomeriggio lasciano il posto ai 6 gradi della notte. Dopo la salita parlo a telefono con mezza Atletica e al ristoro con “qualcuno” della Podistica Valle Caudina, tanto l’obiettivo è chiudere dignitosamente la gara. In vetta mi cambio e giù per la discesa. 
Nel buio assoluto della vallata del Mugello la convinzione di potercela fare si fa sempre più forte, ma al 54esimo km improvvisamente rallento, le gambe non vanno, ho sonno, cammino nonostante la leggera discesa, sono in crisi, ma non è il muro, impiego 1h e 15min per percorrere 5km, sento le gambe forti, ma non riesco ad andare avanti ed il sonno cresce. Non riesco a spiegarmelo. Sensazioni mai avute prima… dopo un po’ si fa avanti l’idea di abbandonare, le proiezioni di chiusura a quel passo superano le 20 ore. Barcollo, il mio Passatore in meno di 10km stava cambiando rotta, stava volgendo al termine. è l’unica parte in cui ho pianto, un pianto di rabbia misto ad amarezza per tutti gli sforzi e i sacrifici fatti fino a quel momento.  Avevo superato benissimo il pezzo più difficile ed ora in discesa non avevo più energie. L’unica cosa che mi ripetevo: “a Faenza ci arrivo sulle mie gambe, anche in 30 ore, ma sulle mie gambe”. 
Mi fermo al ristoro del 65esimo km, ne mancano poco più di  35, mi siedo e ancora rivedo gli occhi preoccupati della signora che mi ha offerto la sedia… pensai: “uah! nun teng proprio na bella faccia secondo me…” e lì mi tornarono in mente le parole di uno dei tanti ultramaratoneti incontrati alla Strasimeno: “al Passatore vanno avanti con biscotti, piada e coca cola” ed ipotizzai: “e se fosse un calo di zuccheri?” Presi una tazza di caffè, una piada strabordante di marmellata ed un un bicchiere di acqua e sali, cose mai mangiate e provate in allenamento, tanto non avevo più nulla da perdere…  la gara non la potevo più vincere, re Giorgio aveva già suonato la nona da qualche ora, al massimo potevo arrivare al traguardo…
Signori, la mia gara è cambiata. In meno di cinque minuti sono ripartito e anche se la signora dagli occhi impietositi mi invitava a fermarmi, sono ripartito, ero ritornato, non avevo più sonno, le gambe ricominciavano a girare, avevo di nuovo un unico obiettivo: ritirare la mia medaglia a Faenza, la medaglia della 100km del Passatore… Incredulo supero i 70 e i 75km e mi dirigo alla volta degli 80 di Strada Casale; caffè, piadina e si riparte verso gli 85 di Fognano… dai 15min a km sono costante sui 6min a km sembra un miracolo, voglio i 90, ed arrivo a Brisighella e sopraggiunge anche l’alba… bellissima, ma non è tempo per fermarsi voglio i 95, sosta ad Errano solito caffè e via verso Faenza. Sono gli ultimi 5km continuo a superare tante persone, alla fine saranno 300 in meno di 30km, mi sembra un gioco,  penso che con quella forza ne avrei potuto fare anche 150 di km, anzi sarei potuto arrivare fino alla fine del mondo... 
Arriva il countdown finale, lì i km sono segnati tutti 96-97-98-99…. Centooooooo, incredibileeeee ce l’ho fatttaaa per davverooo. Faenza, oggi sei mia.

by Ludovico Carozza

Ps: Un’unica dedica: alla mia terra.
PPs: ringrazio Vincenzo, Carlo e Giovanni, è stato un vero onore prender parte con voi a questa gara fantastica.
PPPs: ringrazio tutti quelli dell’Atletica San Nicola e della Podistica Valle Caudina che mi hanno sostenuto  prima, durante e dopo la gara.
PPPPs: ringrazio Marta e Daniela per la pazienza.
PPPPPs: se ce l’ho fatta io ce la posson fare davvero tutti e anche meglio, ma ci devono sempre andare… 
PPPPPPs: ci vediamo all’Abetone o al Ventasso…
PPPPPPPs: ciaoooo Belliiiiiii. 
PPPPPPPPs: le crisi passano.



Nome: ludoE-mail: 
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Nazione:  Data: 28 May 2014 16:46:38 GMT

Commento: grazie a te, Giovanni. Un'esperienza unica, un'emozione lunga 100km



Nome: Anna MerolaE-mail: 
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Nazione:  Data: 28 May 2014 16:59:52 GMT

Commento: Io invece ho avuto il privilegio di mandare il pezzo a Maurizio che così l'ha pubblicato..ehehehe. Pensare che tu Giovanni l'avevi scritto come semplice post su fb,dove ovviamente sarebbe stato visibile per poco.Quanto hai scritto merita invece di essere "immortalato".Sapessi quanto può essere altrettanto emozionante rileggersi a distanza di tempo.E poi questo pezzo mi serve per l'articolo di fine anno, sarebbe stato ingiusto non menzionarla tra le più memorabili imprese della nostra canotta.



Nome: Peppe VanE-mail: 
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Nazione:  Data: 2 Jun 2014 09:20:05 GMT

Commento: Grazie Gianni di averci raccontato quello che solo un runner può sentire e quindi descrivere. Il nostro Ludo è un grande, questa esperienza di non fermarsi davanti ad una sfida così difficile vedendo sempre lì davanti a lui il traguardo ritorna utile nella vita di tutti i giorni. Di nuovo complimenti ed ammirazione, ciao Peppe



Name: giuseppe nuzzoEmail: 
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Country:  Date: 3 Jun 2014 14:18:56 GMT

Comment: Beh voi avete vissuto un emozione unica bellissima molti filosofi sono ancora alla ricerca del senso della vita...io farei leggere a loro queste vs. Esperienze....ludovi' ma sai che mi hai convinto quasi a farla sta 100 km?...se ci sei riuscito tu posso riuscirci pure io....e se poi ci riesco io allora possono farla veramente tutti



Name: Giovanni SecciaEmail: agagaggm@gmail.com
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Country: ITALIA Date: 3 Jun 2014 17:42:30 GMT

Comment: Ludo ...c'è una sola frase per poter descrivere tutto questo ...ESSIAMONOIESSIAMONOIESSIAMONOIIIIIIII!!!! ;)



Name: Giovanni SecciaEmail: agagaggm@gmail.com
Welcome Page:  
Country: ITALIA Date: 3 Jun 2014 17:48:27 GMT

Comment: e un'altra cosa ...ho conosciuto Ludovico in questa occasione ...ci siamo incontrati x la prima volta sul treno, ma posso dirvi una cosa di lui: la sua apparente "faciloneria" serve solo a trasportare sul piano reale obiettivi impensabili che poi affronta con grande dedizione, strategia ed una volontá fuori del comune (...e nn intendo il comune di San Nicola!) ...io nn ho dubitato di te un solo momento! ;)



 
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