“Ogni maledetta Domenica” – MOHM 2018
 
“Lo sport regala emozioni” recita un vecchio spot calcistico, e chi non si è mai emozionato di fronte ad un dribbling, un gol strepitoso, (la famosa ”manos de dios” che ancora oggi echeggia nelle televisioni delle case argentine e napoletane di tutto il mondo, scusatemi ma qui sono di parte), oppure i tantissimi secondi in cui il buon vecchio, oramai, MJ #23 (Michael Jordan), restava sospeso nel vuoto con la palla a spicchi incollata nel palmo, pronto a schiacciarla con tutta la grinta che aveva in quel canestro sospeso nell’aria, e tutto il pubblico a guardalo incantato con il cuore in gola e all’interno del palazzetto si sentiva solo un :”Oooooo”, e potrei citarne a centinaia di momenti emozionanti, come quando gli Abbagnale ci hanno fatto sognare alle Olimpiadi o la nostra amata nazionale di calcio al mondiale del 1982, (o nel 2006)?
Spesso però le emozioni più belle, quelle più forti, quelle più intense sono quelle che ti sussultano dentro nel momento in cui sei tu il protagonista dello spot, sei tu che lo vivi in prima persona, dal vivo. E da questo punto di vista la corsa è uno sport che non è per niente avaro di emozioni, in tutti i sensi, nel bene e nel male, quando vinci e quando perdi. Il tuo modo di correre spesso è il frutto delle emozioni che ti porti dentro già da prima, e poi dopo corso, le tue emozioni, sono il frutto della corsa che hai appena fatto. Sembra un gioco di parole ma a pensarci bene, se un giorno sei “incazzato con il mondo” e vai correre, ti trovi a scaricare tutta la tua energia nel terreno passo dopo passo e magari quel giorno fai il tuo personal best; se invece in giorno sei sereno e tranquillo e pieno di sole dentro, la tua corsa potrebbe rispecchiare semplicemente il tuo stato d’animo e durante la tua corsa parli con tutti, sei socievole, ti viene voglia di salutare tutti i runners che incontri lungo strada e hai una parola o una chiacchiera per tutti.
Ovviamente per ogni lato della medaglia c’è sempre un risvolto diverso, infatti non di rado capita che è la corsa che poi trasforma le emozioni, parti bene, sei sereno, prendi una buca e “zac” sei costretto a rallentare o a fermarti ed allora il tuo umore cambia notevolmente.
Già la corsa! Quell’attività sportiva che “ogni maledetta Domenica” fa in modo che centinaia, e/o, in alcuni casi, migliaia di persona si ritrovino insieme in un posto e si riversino per le strade della città, e come dei forsennati in preda alla meno delle più lucide follie si trascinano a percorrerle tra suoni e fracassi, che ci sia il sole più caldo ed umido o la pioggia più scrosciante e torrenziale di sempre.
Che emozione ieri mattina quando al raduno delle 6.30 c’erano tutti, stavolta, ma proprio tutti, (a parte i forfettari di giornata), ad attendere quel pullman che ci avrebbe portati, tutti insieme a riversarci poi nelle strade della nostra amata città partenopea. Dovevamo correre la MOHM, 21.097 metri di insana ma lucida emozione che non si può descrivere e non si può spiegare se non l’hai condivisa. Le emozioni alla partenza del pullman erano tante e si leggevano bene sulle facce delle persone, alcuni già concentrati su strategie di gara e velocità di riferimento, chi era preoccupato per la pioggia che sembrava non voler dar tregua, chi invece era teso perché sapeva semplicemente di non avere autonomia sufficiente per correre la distanza, ma ci avrebbe provato lo stesso, perché alla fine chi non risica non rosica. E poi ancora c’erano le facce di chi ancora dolorante si apprestava all’ennesimo test di rientro per un’ulteriore valutazione e prendere coscienza definitivamente che il peggio è passato e di chi come noi del CD che eccitati dall’idea di questa iniziativa fin dal momento in cui l’abbiamo pensata non vedevamo l’ora di vedere “l’effetto che fa” nel portare 38 persone in gara in una competizione di livello internazionale ma soprattutto di portarceli insieme, come una vera Squadra, come un club importante che va a giocarsi la finale del campionato. E nel pullman le emozioni ancora cambiano e si incrociano negli occhi tutti e di chi per nasconderle fa finta di riposare o di chi incurante delle nuvole e della pioggia battente, che ci viene incontro sulla tangenziale, si nasconde dietro gli occhiali grandi e scuri, o di chi semplicemente usa il cellulare per non farsi osservare. Emozioni infinite negli occhi di tutti anche di chi attende la sua metà in arrivo dall’isola perché il maltempo non aveva permesso loro di incontrarsi la sera prima, ma sa che alla partenza, almeno alla partenza saranno insieme, (già perché lui è uno che va forte e adesso dovrà mettere da parte le emozioni per affrontare i big della competizione, ma chi sà che non sono proprio le emozioni che la corsa regala che lo fanno correre così forte lì davanti)…. Arriviamo a Napoli e le emozioni ancora cambiano, ha smesso di piovere intanto e in tutti nasce il sorriso che cancella la preoccupazione per una gara sotto la pioggia ed il presidente emozionato più di tutti, ci tiene a precisare che il Sole, che incomincia a fare capolino, lo ha offerto lui e il CD  per la gioia dei suoi atleti… Così atterrati a Napoli, fra lo stupore della gente che ci ha visti scendere dal pullman, come una vera squadra, velocemente ci dirigiamo al cambio abiti, tra una risata e un punto di domanda, tra un racconto epico del nonno e una battuta di Ominto, anche questa volta con la sua immancabile “pochette”, perché oggi ha deciso di non correre, ma di passeggiare, (Cit Ominto R. sera precedente), tra una sfida lanciata e una raccolta, siamo lì e stiamo per affrontare l’ennesimo viaggio al nostro interno per ben 21097 metri ancora una volta con la consapevolezza che non sarà come le volte precedenti e sicuramente non sarà come le volte che si susseguiranno… Già perché la corsa è anche questo, le emozioni che ti regala sono sempre diverse e sempre nuove ed anche sempre inattese, anche se quella gara o quel percorso lo hai fatto mille volte. Entriamo nelle griglie di partenza tra saluti, sorrisi, strette di mano ed in bocca al lupo gratuiti per tutti in attesa che il cuore incominci a pulsare con sempre maggiore intensità fino a quando raggiunge il suo picco massimo nel momento in cui lo speaker  di turno dà il via alla competizione e lenti scorreranno quei tre lunghi minuti che mi permetteranno di superare la linea del via, per questa volta preso dall’emozione di rientrare, ma soprattutto un po’ sopraffatto dalla paura di incominciare a correre molto forte fin dall’inizio non sono partito dalla griglia a me destinata ma dalle retrovie. I primi km scorrono come sempre molto lisci e veloci, e veloci sono le sensazioni e le emozioni che si susseguono all’interno, c’è la gioia di ritornare in gara sulla mezza con la consapevolezza della lunghezza e della forza di volontà che servirà per arrivare in fondo alla manifestazione, c’è anche la paura e tutta la incoscienza di chi sa che può anche capitare quello che non deve. Man mano che i km scorrono via, anche i pensieri vanno via veloci ed ogni km ti segnala un’emozione diversa, felicità ed incoscienza all’inizio, stanchezza e sconforto nel mezzo, ma anche solidarietà e supporto da parte degli altri quando le forze cominciano a mancare, e consapevolezza e gioia di vedere da lontano quel traguardo ambito che dopo tanti mesi è lì, ancora una volta, sotto al sole, (ormai stabilmente in alto), ad attendere che lo attraversi con le braccia levate al cielo, (che sei il primo o l’ultimo non importa), con il viso bagnato di sudore e lacrime per essere ritornato, per aver ripreso da dove avevi lasciato, per non aver mai smesso, per aver fatto il risultato che speravi, per aver mancato di un pelo il risultato sperato, ma soprattutto per aver vissuto ancora una “maledetta domenica di emozioni” che ti porterai dentro non per un giorno o per un mese come quando te le trasmette la tv, ma emozioni che per sempre resteranno nel tuo cuore, nella tua mente, nella tua anima perché sono tue, le hai vissute sulla tua pelle, sulle tue gambe e ti sono entrate dentro ed un giorno quando meno te ne renderai conto, quando forse la memoria breve non se ne ricorderà riaffioreranno da sole nell’osservare quei pazzi scatenati che invaderanno la tua città per percorrerla correndo. E tu guardandoli sorriderai ed una lacrima invaderà il viso… ancora una volta starai vivendo la tua corsa…
La gara è finita ci si ritrova tutti lungo il percorso che riporta gli atleti allo spogliatoio per un cambio di abiti e le emozioni dell’arrivo hanno spazzato via (ma sono sempre vive) le tensioni del mattino, ora si ride, si scherza ancora si discute di come si è corso e si analizzano le sensazioni provate prima, durante e dopo, ed insieme ci ritroviamo al pullman dove immortaliamo in una foto, prima della partenza, le emozioni di quel momento, ma tutto ciò che è stato non è andato perso è dentro ognuno di noi, nei nostri cuori e rimarrà con noi per sempre…
La corsa per una volta non è stata solo un’equazione di grandezze vettoriali dove la velocità è il rapporto tra spazio percorso e tempo impiegato ma è stata un’emozione unica e continua, un’esperienza vissuta in amicizia e  simpatia che, sono sicuro, ci ha resi più squadra di prima e più forti di sempre.

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Febbraio 2018 - NCHM -
 Alla mostra con il Pullman..........

Questa edizione ci vede arrivare in carrozza o meglio al passo con i tempi con un pullman.
Scesi dal quale ognuno ha avuto la sua storia e la sua gara.
Se vuoi condividerla fallo pure.......
 
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