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14 gennaio : Marigliano
Quella gelida ma..ttina
Il mio anno podistico è cominciato stamattina a Marigliano dove si è disputata la gara denominata “Corri per San Sebastiano” sulla distanza classica dei 10km. Freddo pungente e assenza di sole, facevano da contraltare al calore che la popolazione locale ha riservato a tutti i partecipanti fin dalla partenza e poi lungo tutto il percorso. Oltre 1000 iscritti nonostante la concomitanza di altre manifestazioni tra cui la bellissima Stabiaquea cui hanno partecipato altri 11 portacolori della nostra squadra: tra gli altri è doveroso sottolineare la presenza del nostro Pietro Maienza a cui non posso che dire, come nel più classico degli auspici, Benvenuto Presidente!.
Oltre 1000 iscritti dicevamo e tra gli altri la nostra squadra schierava al via 8 agguerriti partecipanti, ognuno alla ricerca del proprio obiettivo. Avevo così l’occasione per conoscere finalmente di persona il nostro Antonio Farina, per tutti Don, la cui proverbiale simpatia si svelava appieno durante la nostra chiacchierata in attesa dell’agognatissimo ristoro finale preso d’assalto dai finisher come se non ci fosse un domani; salutare finalmente il mitico Franco D’Andrea, che pian piano sta tornando con la sua indomita caparbietà sui tempi dei suoi giorni migliori; conoscere Antonio Miccolo insieme al nuovo affiliato  Rosario Abbate e rivedere il grande Nicola Leone la cui età anagrafica è di sicuro un refuso visti i tempi e l’aspetto da giovanotto. Da sottolineare, infine, i calorosi saluti dei tanti amici e conoscenti di questo circo, alcuni veramente molto apprezzati,  anche se vale sempre più la tesi che più sei una pippa, tanto più vieni ri-battezzato con la parola Campione…
La mia prescrizione medica domenicale prevedeva un lunghetto di 14/15 km vista l’imminente disputa della Mezza Maratona di Napoli ma la voglia di dare un segno di vitalità al Nuovo Direttivo ha prevalso su tutto: 4 km di riscaldamento ossessivo/compulsivo e la distanza della gara sono stati sufficienti a placare la mia ansia da prestazione. Per l’occasione decideva di accompagnarmi nel rito della punzonatura e del caffè anche il redivivo Vincenzo Cennamo, amico di tante avventure podistiche  grazie a cui ho scoperto l’amore per il running ed insieme al quale ho avuto la fortuna di realizzare tutti i sogni che ogni podista che si rispetti può anelare: gare “classiche”, mezze maratone, meleannurche assortite e, seppur per lui la durissima preparazione abbia rappresentato il suo canto del cigno, la Distanza Regina.
Il percorso prevedeva 2 giri di egual misura con partenza sul corso principale della ridente cittadina con uno start che con pomposa enfasi prevedeva nell’ordine: benedizione, saluto del sindaco, inno di Mameli e start sulle note di Rocky. Peccato sia mancata la medaglia al valore, altrimenti il quadro della retorica sarebbe stato al completo. Il sottoscritto aveva previsto un allenamento con una progressione nella  seconda parte per testare lo stato di forma messo a dura prova dalle abbuffate natalizie: ebbene sarà stato il freddo pungente, sarà stato lo svolgimento su di un percorso a me molto caro perché abbiamo attraversato luoghi in cui ho trascorso i miei anni da studente superiore, sarà forse stato il completino da vero podista che finalmente sento mio e che questa volta ha avuto su di me come l’effetto della tuta per Superpippo, fatto sta che la mia prestazione andava aldilà dei miei obiettivi e il superamento della linea del traguardo mi inondava di un carico di endorfine inaspettato.
Di ritorno dalla visione de La Boheme e dalla famosa gelida manina della protagonista Mimi che il freddo dell’inverno parigino conduce verso un triste destino, anche la mia gelida mattina volgeva al termine ma, a differenza del dramma pucciniano, il nostro è un inverno che stupisce e d’improvviso, come per magia, ogni cosa era illuminata: non c’è niente da fare, siamo o Paese do Sole.
Giovanni Marzano
 
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