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GENNAIO 2018
 
Il primo giorno dell'anno foto di rito di buon auspicio e quale luogo migliore se non fuori la chiesa del paese?
Abbiamo messo la chiesa al centro del percorso podistico che ci aspetta, una benedizione non guasta mai.
Buon inizio a tutti.
 
 
 
La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte.
Adagio della filastrocca che da piccoli ci hanno insegnato.
Beh le scarpe ci stavano ma non erano rotte anzi i nostri eroi befanini hanno chiuso la prima gara del 2018 con quello che più ci piace, il sorriso sulle labbra e gambe leggere. 
 
Name: Anna Merola  
Comment: 20 atleti giunti al traguardo che ci hanno permesso di conquistare la 7^ posizione nella classifica a squadre.Combattuta e voluta a tutti i costi dal nostro neo eletto presidente Pietro Maienza. Fantastico il gruppo neuro riabilitativo che tra risate, foto e video ha rinnovato lo spirito di squadra.
 
Articolo Antonio Farina................

Finalmente l’atteso nuovo anno è incominciato. Abbiamo un nuovo presidente e anche un nuovo consiglio direttivo che ormai incominciano a prender coscienza della mole di lavoro che c’è da fare ma che a distanza di quasi tre settimane dalle elezioni incominciano già a fare il primo miracolo con la voglia di correre insieme che è tornata prepotente… Vabbè non scherziamo diciamo che in realtà la nostra squadra, dopo aver travagliato negli ultimi 6 mesi in una tempesta, che nemmeno l’uomo che cammina sulle acque sembrava riuscire a calmare, si è ritrovata per il 50% circa all’arco di partenza di una gara sconosciuta agli archivi storici sportivi ma che ha portava in se un dono speciale che nessuno poteva immaginare (sarà stato il fatto che eravamo nel giorno dell’Epifania?!?!?!). Obiettivo dichiarato: portare 20 atleti al traguardo e riprendersi le cronache sportive con un settimo posto che poteva avere il sapore della vittoria; obiettivi non dichiarati dal neo-presidente, portare quanti più atleti possibili a premi individuale e far pagare il meno possibile l’iscrizione. Insomma un piano davvero ammirevole se si considera che l’ultima gara di società era stata un quasi fallimento... Che il vento era cambiato si era capito già in settimana quando sui gruppi social rispetto ai soliti commenti disfattisti e alle solite sfide lanciate internamente tutti insieme abbiamo fatto il conto alla rovescia per gli iscritti, (anche grazie soprattutto ad un Vincenzo Giuliano sempre sul pezzo e attentissimo ad aggiornare la lista iscritti anche alle tre del mattino). All’annuncio del ventesimo iscritto, un Roberto Ominto che, per promessa fatta, non si è potuto tirare indietro dopo aver annunciato che solo in questa occasione poteva essere in grado di arrivare davanti al capitano che, acciaccato e con una gamba sola, avrebbe dimostrato un grande senso di appartenenza alla nostra gloriosa canotta, c’è stato un boato degno del miglior pubblico fantozziano all’annuncio ufficiale che “la corazzata Potionkin-sannicolese” sarebbe stata almeno settima in classifica!
Senso di appartenenza e voglia di riscatto anche da parte di un minigruppo formatosi nel corso dei giorni seugenti ma che ha visto il parto ufficiale sulla linea di partenza e subito ribattezzato dal sottoscritto come “gruppo neuroriabilitativo” che si è dato l’obiettivo fondamentale di arrivare negli ultimi posti fin dall’inizio ma soprattutto di arrivare prima dello scoccare dell’ora. Insomma un obiettivo abbastanza ambizioso per sei di noi che negli ultimi tre/sei mesi siamo stati falcidiati da infortuni veri, psicosomatici ed interventi chirurgici, ed altre concause non dichiarate pubblicamente. Ma volevamo esserci, volevamo dare il nostro contributo e ci siamo stati, (segnale questo che mette umore positivo nell’ambiente ma che vuole dimostrare anche la corsa non è solo arrivare primi, arrivare davanti o comunque essere sempre lì a fare a sportellate per una bottiglia di vino o un cesto più ricco ma anche amicizia e divertimento e cosa ancora  più importante che si può fare squadra anche in uno sport molto individuale come quello che è la corsa e specie la corsa su strada).
Il ritrovo al solito posto, alle solite 7.45, come solitamente annunciato dalla nostra addetto stampa Anna Merola, ma stavolta siamo in tanti già al bar (altro segnale positivo), con Mandarino al tavolino a riscuotere le quote, degno ragioniere di fantozziana memoria in un orario in cui non è facile fare i conti e soprattutto dare il resto alla gente; unico desaparecido nonno Maiello di cui tutti, (altra stranezza?!?!?), hanno notato il collegamento su Whastapp alle 3.34 del mattino ma che nessuno sapeva che fine avesse poi fatto. Alla fine dopo averlo atteso invano ci siamo messi in macchina e siamo partiti alla volta di un paese dal nome sconosciuto e dai contorni abbastanza inquietanti al punto tale che il navigatore ci segnalava una strada e la macchina che seguivamo ne faceva un’altra ma era la giornata dell’amicizia e della fiducia quindi ci siamo fidati di quel Fabrizio che le strade le conosce meglio di casa sua. Tante sono state le raccomandazioni in macchina che mi sono state fatte da Ominto e Giuliano che ad un certo punto incominciavo ad avere dubbi di aver fatto una cazzata enorme nel provare la corsa quella mattina. Per me era stato già difficile iscrivermi in quanto avevo dovuto affrontare in settimana l’amore filiale di Vincenzo Giuliano che preso dall’amore fraterno e preoccupato per il mi ostato di salute fisico e mentale si rifiutava di iscrivermi e che alla fine ho faticato a convincere solamente quando gli ho garantito per iscritto che avrei corso a 6 al km e che mi sarei fermato alla prima sensazione di dolore. Grazie Vincenzo per questo tuo affetto smisurato e questa premura incredibile e vederti all’arrivo con l’accappatoio ancora addosso correre e urlarmi dietro è stato di un’emozione unica.
Arrivati sul posto un sorridente Pietro ci aspettava con venti buste in mano e un foglietto tra i denti, che non era la lista nera ma semplicemente l’elenco degli iscritti che magicamente per una volta avevano tutti convenuto sul fatto che era meglio correre nella stessa città che sparsi per la penisola.
Dopo aver ritirato le buste premio già si erano scatenati i fan della maglietta taglia M e taglia L che non c’è stato tempo di rubarla dalle buste degli altri che era già ora di fare la foto di gruppo e prepararsi alla partenza…Andiamo al cambio abiti e mentre tutti timidamente si svestono per mettersi in canotta, io avevo riservato per me la maglia termica pantaloncino lungo, calze a compressione, canotta e se avessi potuto anche sciarpa guanti e cappello. Ero così coperto che Pastore Giovanni simpaticamente mi ha chiesto se avevo programmato una giornata in montagna o stessi andando a sciare subito dopo… Non c’è che dire il tempo passa e tre mesi di assenza si fanno sentire, avevo freddo nonostante i 12 gradi nell’aria ed un tiepido sole che preannunciava quasi una giornata di primavera. Ci cambiamo in fretta e Ominto ancora una volta si manifesta come il Prometeo della situazione, questa volta per la profonda conoscenza del territorio e dei suoi abitanti. Infatti consegna le chiavi del suo bolide (invece che lasciarle sulla solita ruota gommata della vettura) al padrone di un negozio di articoli ittici surgelati ivi presente. Insomma ha conoscenza infusa e conoscenti ovunque, quasi degno dei “cumpegn” come si suol dire in quel luogo famosissimo in auge in questo periodo a seguito di un noto programma televisivo che ha appena visto concludersi la terza serie… Il Il tempo di raggiungere la zona partenza e non c’è che dire, siamo riusciti a fare anche la foto di gruppo in maniera maniacale per la presenza di tutti tant’è vero che ci stavano perfino il Capitano e Nick Leone che di solito ancora prima dello start hanno già corso almeno 4/5 km… Insomma una mattinata a dir poco ideale. Il tempo della foto sembrava interminabile, infatti ci abbiamo impiegato quasi dieci minuti ma solo perché il fotografo occasionale, che avevamo trovato, continuava ad affermare che il telefono era bloccato ma in realtà non si rendeva conto che indossando un guanto di lana alla mano destra il sensore del touch screen non percepiva la presenza del dito. Alla fine dopo averglielo fatto notare con non poche difficoltà, siamo riusciti anche a fare la foto di rito, e così nel nostro archivio possiamo inserire la seconda foto nel giro di meno di 7 giorni. Nel frattempo lo speaker già annunciava che era il momento di mettersi sotto l’arco della partenza. Con fare sornione, mentre tutti sparivano tra le prime linee veniva magicamente a costituirsi il gruppo neuro-riabilitativo con Romeo, il sottoscritto, Gaetano, Vincenzo Poliseno e Stefano Letizia che nascondendosi dietro i vetri scuri degli occhiali prometteva battaglia fin dai primi metri del percorso andando avanti e indietro come un cavallo indomito senza le briglie, al punto tale che al secondo e poi anche al terzo km quando ci siamo resi conto che l’andatura era molto forte, eravamo a circa 5:35 min/km, roba da velocisti puri ,dovevamo continuamente urlargli in testa di mollare la presa altrimenti qualcuno di noi sarebbe potuto morire.
Ci abbiamo messo circa 3 km per renderci conto che in effetti il percorso era proprio da strade di quartiere e mentre Gaetano si lamentava di un percorso che aveva ben poco da offrire in termini di paesaggi artistici e beni architettonici ci siamo ritrovati a fiancheggiare niente di meno che una carcassa automobilistica di plastica bruciata e accantonata lungo la strada e mentre commentavamo la presenza di questo ingombrante monumento ambientale ci siamo ritrovati improvvisamente a rallentare a causa del fatto che Poliseno con tutta la sua buona volontà proprio non riusciva a stare al passo, ma siccome il gruppo è gruppo “e va si rispettato”, (cit. A.De Curtis), abbiamo rallentato l’andatura, fino a raggiungere una velocità che ci permettesse di correre in gruppo. L’unico a non capirlo era Stefano che avrà corso almeno il doppio a fine gara visto che continuamente andava avanti e indietro come un keniota. All’inizio del quinto km abbiamo intravisto da lontano anche Alfonso Napolitano e siccome era la domenica dell’inclusione lo abbiamo precettato nel gruppo riabilitativo non perché venisse anche lui da un infortunio ma solo perché la sua andatura si adattava alla nostra ed eventualmente ci avrebbe permesso di un ulteriore abbassamento della velocità complessiva. Al sesto km dopo una salita interminabile e un ristoro che non arrivava mai si realizzava finalmente il sogno segreto di Poliseno che mi costringeva a scattargli una foto ricordo del fatto che per la prima volta nella sua carriera podistica si trovava davanti a Romeo e siccome non riusciva a credere a se stesso ha preteso anche rivedere lo scatto per assicurarsi di essere venuto bene. Non ho avuto il coraggio di dirgli che in realtà Romeo si era fermato a bere perché in tanti anni non gli era mai accaduto di fare rifornimento al sesto km di una gara da 10km e così aveva ben pensato di fermarsi di sana pianta e tracannarsi l’intera bottiglia di acqua. Stoico invece l’atteggiamento di Gaetano che di fronte alla mia richiesta di bere mi ha risposto: “No grazie sto benissimo”. Ormai il nostro obiettivo dichiarato fin dalla partenza di arrivare per ultimi si faceva concreto e quando aumentavamo di un pochino l’andatura subito c’era qualcuno di noi pronto a rallentare per permettere che la cosa si avverasse e devo dire la verità che tra Poliseno e l’imbarcato Alfonso ce l’hanno messa tutta per fare da timonieri in questo senso… all’ottavo km e mezzo eravamo così felicemente ultimi che di fronte all’incitamento di una tifosa che ci mostrava la strada da percorrere non abbiamo resistito e l’abbiamo circondata di affetto e simpatia al punto che non voleva lasciarci più andare.
Intanto entrati nel pieno dell’ultimo km, si faceva concreta anche la possibilità che l’ambulanza ci potesse raggiungere così ci siamo ricompattati e Poliseno con una falcata non sua si è messo davanti con la scusa che non poteva fermarsi altrimenti gli si bloccava il ginocchio, Stefano continuava a fare avanti e indietro e Gaetano al mio fianco, mentre Romeo che voleva dare a tutti lezione di umiltà e si proponeva per la pubblicità regresso dell’anno finiva ultimo in classifica staccandosi addirittura di un secondo dal sottoscritto. La gioia più grande vedere tutti i coloro della nostra squadra che finalmente vedendoci svoltare nell’ultima cura hanno tirato un sospiro di sollievo e hanno addirittura incominciato ad incitarci come se fossimo i primi. Il più “sconvolgente” è stato Vincenzo Giuliano che preso dall’euforia in accappatoio ha incominciato a inseguirmi e a incitarmi al punto che ad un certo punto ho pensato potesse rimanere in mutande pur di spingerci fino a tagliare il traguardo. Traguardo tagliato a 58 minuti e 40 secondi per tutti ad una media di 5:45 m/km. Obiettivo di rimanere comunque sotto l’ora centrato in pieno ma ancora più importante abbiamo ritrovato tutti quella serenità di parlare e ridere della corsa come della cosa più bella di questo mondo. Obiettivo segreto di fare squadra e di non prendersi troppo sul serio raggiunto in pieno da tutti, quelli che sono arrivati davanti e quelli che sono arrivati felicemente ultimi.
Essendo specializzato in materie scientifiche spesso sono portato a credere banalmente che tutto è uguale alla somma delle sue parti, finché poi non arrivano giornate come queste dove ti ritrovi a praticare uno sport individuale e corri insieme agli altri con un obiettivo comune e capisci che il tutto non è mai la somma delle sue parti: è maggiore o minore, a seconda di come riescono a collaborare le persone. E solo il lavoro di squadra questa volta ci ha portato a non avere nessun atleta al traguardo sopra l’ora e ad essere la settima squadra classificata. L’Atletica San Nicola C’è!!!
 


14 gennaio : Marigliano
Quella gelida ma..ttina
Il mio anno podistico è cominciato stamattina a Marigliano dove si è disputata la gara denominata “Corri per San Sebastiano” sulla distanza classica dei 10km. Freddo pungente e assenza di sole, facevano da contraltare al calore che la popolazione locale ha riservato a tutti i partecipanti fin dalla partenza e poi lungo tutto il percorso. Oltre 1000 iscritti nonostante la concomitanza di altre manifestazioni tra cui la bellissima Stabiaquea cui hanno partecipato altri 11 portacolori della nostra squadra: tra gli altri è doveroso sottolineare la presenza del nostro Pietro Maienza a cui non posso che dire, come nel più classico degli auspici, Benvenuto Presidente!.
Oltre 1000 iscritti dicevamo e tra gli altri la nostra squadra schierava al via 8 agguerriti partecipanti, ognuno alla ricerca del proprio obiettivo. Avevo così l’occasione per conoscere finalmente di persona il nostro Antonio Farina, per tutti Don, la cui proverbiale simpatia si svelava appieno durante la nostra chiacchierata in attesa dell’agognatissimo ristoro finale preso d’assalto dai finisher come se non ci fosse un domani; salutare finalmente il mitico Franco D’Andrea, che pian piano sta tornando con la sua indomita caparbietà sui tempi dei suoi giorni migliori; conoscere Antonio Miccolo insieme al nuovo affiliato  Rosario Abbate e rivedere il grande Nicola Leone la cui età anagrafica è di sicuro un refuso visti i tempi e l’aspetto da giovanotto. Da sottolineare, infine, i calorosi saluti dei tanti amici e conoscenti di questo circo, alcuni veramente molto apprezzati,  anche se vale sempre più la tesi che più sei una pippa, tanto più vieni ri-battezzato con la parola Campione…
La mia prescrizione medica domenicale prevedeva un lunghetto di 14/15 km vista l’imminente disputa della Mezza Maratona di Napoli ma la voglia di dare un segno di vitalità al Nuovo Direttivo ha prevalso su tutto: 4 km di riscaldamento ossessivo/compulsivo e la distanza della gara sono stati sufficienti a placare la mia ansia da prestazione. Per l’occasione decideva di accompagnarmi nel rito della punzonatura e del caffè anche il redivivo Vincenzo Cennamo, amico di tante avventure podistiche  grazie a cui ho scoperto l’amore per il running ed insieme al quale ho avuto la fortuna di realizzare tutti i sogni che ogni podista che si rispetti può anelare: gare “classiche”, mezze maratone, meleannurche assortite e, seppur per lui la durissima preparazione abbia rappresentato il suo canto del cigno, la Distanza Regina.
Il percorso prevedeva 2 giri di egual misura con partenza sul corso principale della ridente cittadina con uno start che con pomposa enfasi prevedeva nell’ordine: benedizione, saluto del sindaco, inno di Mameli e start sulle note di Rocky. Peccato sia mancata la medaglia al valore, altrimenti il quadro della retorica sarebbe stato al completo. Il sottoscritto aveva previsto un allenamento con una progressione nella  seconda parte per testare lo stato di forma messo a dura prova dalle abbuffate natalizie: ebbene sarà stato il freddo pungente, sarà stato lo svolgimento su di un percorso a me molto caro perché abbiamo attraversato luoghi in cui ho trascorso i miei anni da studente superiore, sarà forse stato il completino da vero podista che finalmente sento mio e che questa volta ha avuto su di me come l’effetto della tuta per Superpippo, fatto sta che la mia prestazione andava aldilà dei miei obiettivi e il superamento della linea del traguardo mi inondava di un carico di endorfine inaspettato.
Di ritorno dalla visione de La Boheme e dalla famosa gelida manina della protagonista Mimi che il freddo dell’inverno parigino conduce verso un triste destino, anche la mia gelida mattina volgeva al termine ma, a differenza del dramma pucciniano, il nostro è un inverno che stupisce e d’improvviso, come per magia, ogni cosa era illuminata: non c’è niente da fare, siamo o Paese do Sole.
Giovanni Marzano
 
FEBBRAIO 2018
 
“Ogni maledetta Domenica” – MOHM 2018
 
“Lo sport regala emozioni” recita un vecchio spot calcistico, e chi non si è mai emozionato di fronte ad un dribbling, un gol strepitoso, (la famosa ”manos de dios” che ancora oggi echeggia nelle televisioni delle case argentine e napoletane di tutto il mondo, scusatemi ma qui sono di parte), oppure i tantissimi secondi in cui il buon vecchio, oramai, MJ #23 (Michael Jordan), restava sospeso nel vuoto con la palla a spicchi incollata nel palmo, pronto a schiacciarla con tutta la grinta che aveva in quel canestro sospeso nell’aria, e tutto il pubblico a guardalo incantato con il cuore in gola e all’interno del palazzetto si sentiva solo un :”Oooooo”, e potrei citarne a centinaia di momenti emozionanti, come quando gli Abbagnale ci hanno fatto sognare alle Olimpiadi o la nostra amata nazionale di calcio al mondiale del 1982, (o nel 2006)?
Spesso però le emozioni più belle, quelle più forti, quelle più intense sono quelle che ti sussultano dentro nel momento in cui sei tu il protagonista dello spot, sei tu che lo vivi in prima persona, dal vivo. E da questo punto di vista la corsa è uno sport che non è per niente avaro di emozioni, in tutti i sensi, nel bene e nel male, quando vinci e quando perdi. Il tuo modo di correre spesso è il frutto delle emozioni che ti porti dentro già da prima, e poi dopo corso, le tue emozioni, sono il frutto della corsa che hai appena fatto. Sembra un gioco di parole ma a pensarci bene, se un giorno sei “incazzato con il mondo” e vai correre, ti trovi a scaricare tutta la tua energia nel terreno passo dopo passo e magari quel giorno fai il tuo personal best; se invece in giorno sei sereno e tranquillo e pieno di sole dentro, la tua corsa potrebbe rispecchiare semplicemente il tuo stato d’animo e durante la tua corsa parli con tutti, sei socievole, ti viene voglia di salutare tutti i runners che incontri lungo strada e hai una parola o una chiacchiera per tutti.
Ovviamente per ogni lato della medaglia c’è sempre un risvolto diverso, infatti non di rado capita che è la corsa che poi trasforma le emozioni, parti bene, sei sereno, prendi una buca e “zac” sei costretto a rallentare o a fermarti ed allora il tuo umore cambia notevolmente.
Già la corsa! Quell’attività sportiva che “ogni maledetta Domenica” fa in modo che centinaia, e/o, in alcuni casi, migliaia di persona si ritrovino insieme in un posto e si riversino per le strade della città, e come dei forsennati in preda alla meno delle più lucide follie si trascinano a percorrerle tra suoni e fracassi, che ci sia il sole più caldo ed umido o la pioggia più scrosciante e torrenziale di sempre.
Che emozione ieri mattina quando al raduno delle 6.30 c’erano tutti, stavolta, ma proprio tutti, (a parte i forfettari di giornata), ad attendere quel pullman che ci avrebbe portati, tutti insieme a riversarci poi nelle strade della nostra amata città partenopea. Dovevamo correre la MOHM, 21.097 metri di insana ma lucida emozione che non si può descrivere e non si può spiegare se non l’hai condivisa. Le emozioni alla partenza del pullman erano tante e si leggevano bene sulle facce delle persone, alcuni già concentrati su strategie di gara e velocità di riferimento, chi era preoccupato per la pioggia che sembrava non voler dar tregua, chi invece era teso perché sapeva semplicemente di non avere autonomia sufficiente per correre la distanza, ma ci avrebbe provato lo stesso, perché alla fine chi non risica non rosica. E poi ancora c’erano le facce di chi ancora dolorante si apprestava all’ennesimo test di rientro per un’ulteriore valutazione e prendere coscienza definitivamente che il peggio è passato e di chi come noi del CD che eccitati dall’idea di questa iniziativa fin dal momento in cui l’abbiamo pensata non vedevamo l’ora di vedere “l’effetto che fa” nel portare 38 persone in gara in una competizione di livello internazionale ma soprattutto di portarceli insieme, come una vera Squadra, come un club importante che va a giocarsi la finale del campionato. E nel pullman le emozioni ancora cambiano e si incrociano negli occhi tutti e di chi per nasconderle fa finta di riposare o di chi incurante delle nuvole e della pioggia battente, che ci viene incontro sulla tangenziale, si nasconde dietro gli occhiali grandi e scuri, o di chi semplicemente usa il cellulare per non farsi osservare. Emozioni infinite negli occhi di tutti anche di chi attende la sua metà in arrivo dall’isola perché il maltempo non aveva permesso loro di incontrarsi la sera prima, ma sa che alla partenza, almeno alla partenza saranno insieme, (già perché lui è uno che va forte e adesso dovrà mettere da parte le emozioni per affrontare i big della competizione, ma chi sà che non sono proprio le emozioni che la corsa regala che lo fanno correre così forte lì davanti)…. Arriviamo a Napoli e le emozioni ancora cambiano, ha smesso di piovere intanto e in tutti nasce il sorriso che cancella la preoccupazione per una gara sotto la pioggia ed il presidente emozionato più di tutti, ci tiene a precisare che il Sole, che incomincia a fare capolino, lo ha offerto lui e il CD  per la gioia dei suoi atleti… Così atterrati a Napoli, fra lo stupore della gente che ci ha visti scendere dal pullman, come una vera squadra, velocemente ci dirigiamo al cambio abiti, tra una risata e un punto di domanda, tra un racconto epico del nonno e una battuta di Ominto, anche questa volta con la sua immancabile “pochette”, perché oggi ha deciso di non correre, ma di passeggiare, (Cit Ominto R. sera precedente), tra una sfida lanciata e una raccolta, siamo lì e stiamo per affrontare l’ennesimo viaggio al nostro interno per ben 21097 metri ancora una volta con la consapevolezza che non sarà come le volte precedenti e sicuramente non sarà come le volte che si susseguiranno… Già perché la corsa è anche questo, le emozioni che ti regala sono sempre diverse e sempre nuove ed anche sempre inattese, anche se quella gara o quel percorso lo hai fatto mille volte. Entriamo nelle griglie di partenza tra saluti, sorrisi, strette di mano ed in bocca al lupo gratuiti per tutti in attesa che il cuore incominci a pulsare con sempre maggiore intensità fino a quando raggiunge il suo picco massimo nel momento in cui lo speaker  di turno dà il via alla competizione e lenti scorreranno quei tre lunghi minuti che mi permetteranno di superare la linea del via, per questa volta preso dall’emozione di rientrare, ma soprattutto un po’ sopraffatto dalla paura di incominciare a correre molto forte fin dall’inizio non sono partito dalla griglia a me destinata ma dalle retrovie. I primi km scorrono come sempre molto lisci e veloci, e veloci sono le sensazioni e le emozioni che si susseguono all’interno, c’è la gioia di ritornare in gara sulla mezza con la consapevolezza della lunghezza e della forza di volontà che servirà per arrivare in fondo alla manifestazione, c’è anche la paura e tutta la incoscienza di chi sa che può anche capitare quello che non deve. Man mano che i km scorrono via, anche i pensieri vanno via veloci ed ogni km ti segnala un’emozione diversa, felicità ed incoscienza all’inizio, stanchezza e sconforto nel mezzo, ma anche solidarietà e supporto da parte degli altri quando le forze cominciano a mancare, e consapevolezza e gioia di vedere da lontano quel traguardo ambito che dopo tanti mesi è lì, ancora una volta, sotto al sole, (ormai stabilmente in alto), ad attendere che lo attraversi con le braccia levate al cielo, (che sei il primo o l’ultimo non importa), con il viso bagnato di sudore e lacrime per essere ritornato, per aver ripreso da dove avevi lasciato, per non aver mai smesso, per aver fatto il risultato che speravi, per aver mancato di un pelo il risultato sperato, ma soprattutto per aver vissuto ancora una “maledetta domenica di emozioni” che ti porterai dentro non per un giorno o per un mese come quando te le trasmette la tv, ma emozioni che per sempre resteranno nel tuo cuore, nella tua mente, nella tua anima perché sono tue, le hai vissute sulla tua pelle, sulle tue gambe e ti sono entrate dentro ed un giorno quando meno te ne renderai conto, quando forse la memoria breve non se ne ricorderà riaffioreranno da sole nell’osservare quei pazzi scatenati che invaderanno la tua città per percorrerla correndo. E tu guardandoli sorriderai ed una lacrima invaderà il viso… ancora una volta starai vivendo la tua corsa…
La gara è finita ci si ritrova tutti lungo il percorso che riporta gli atleti allo spogliatoio per un cambio di abiti e le emozioni dell’arrivo hanno spazzato via (ma sono sempre vive) le tensioni del mattino, ora si ride, si scherza ancora si discute di come si è corso e si analizzano le sensazioni provate prima, durante e dopo, ed insieme ci ritroviamo al pullman dove immortaliamo in una foto, prima della partenza, le emozioni di quel momento, ma tutto ciò che è stato non è andato perso è dentro ognuno di noi, nei nostri cuori e rimarrà con noi per sempre…
La corsa per una volta non è stata solo un’equazione di grandezze vettoriali dove la velocità è il rapporto tra spazio percorso e tempo impiegato ma è stata un’emozione unica e continua, un’esperienza vissuta in amicizia e  simpatia che, sono sicuro, ci ha resi più squadra di prima e più forti di sempre.
 
 
CASOLLA 25  Febbraio 2018
Third Place..........

Articolo redatto da 42 o 43 atleti.
 


Domenica 25 febbraio a Casolla, frazione di Caserta si è tenuta una gara.
E quindi?
Nulla, siamo arrivati terzi.

E allora?
Allora!!!!!!!!!!!!!
Partiamo dagli arrivati 42 o 43 atleti, la classifica ne da 42 ufficiali più uno sciolto, come il cane di Nuzzo, e vuoi mettere a correre tutta sta gente, nello stesso posto?

Il merito?
Di tutti, nessuno escluso poichè la dote di ognuno ha portato al risultato che meritiamo e per quanto ci mettiamo in discussione e per i tanti piccoli o grandi sacrifici che facciamo, diciamo che lo meritiamo.
 
La gioia?
Tanta ripartita in base a quanto ognuno ne vuole.

Il fine di tutto ciò?
Qui risposta non c\\\\'è, il fine è l\\\\'inizio del cammino per l\\\\'infinito.

Grande gioia finale, con il simbolo della società sul palco, ovvero il presidente a ritirare il premio.
Come le formiche noi nel nostro piccolo siamo grandissimi (e ci incaxxiamo pure).
P.S. se abbiamo una bottiglia da aprire, portiamolo un cavatappi, non si sa mai....................
 
 
 
Name: Fabrizio Campofreda  
Comment: WeeeWeee sono nuovo di qua.....ma mi diverto ! Grandi ragazzi ! TUTTI . Grande squadra. I LOVE ATLETICA SAN NICOLA 

 
Name: giovanni marzano  
Comment: Le discese ardite e le risalite, solo citando Battisti si puo\\\\\\\' spiegare la nostra gara! Uno sforzo immane che alla fine e\\\\\\\' stato premiato dalla classifica. Mai come stavolta ho sentito la coesione di una squadra focalizzata su di un unico obiettivo. Restano negli occhi lo sguardo stranito di Anna Merola superata al fotofinish da Miss Sportivita\\\\\\\', il selfie di Nuzzo e Perillo con l\\\\\\\'ambulanza che incombeva e il podio su cui il nostro Presidente ha issato idealmente tutti noi! Ad maiora Atl San Nicola

 
Name: Marco Spiniello  
Comment: Casolla venticinque febbraio anno domini duemiladiciotto

Ormai inzuppati nel corpo e nell\\\\'anima da una settimana di incessante pioggia ci siamo ritrovati in 43 anime prave sul barcone di Caronte che, dopo il consueto obolo, ci avrebbe condotto alle porte dell\\\\\'Inferno. Evidentemente l\\\\\'obolo era troppo poco perchè per giungere alla nostra giusta punizione ci ha lasciato allo start della gara più tosta mai fatta fino a ora: 10 km di estenuanti salite inframezzate da discese tipo rollercoaster in un clima di gelido inverno dove ho visto piedi ghiacciarsi a vista d\\\\\'occhio. Ad ogni salita il respiro si faceva sempre più pesante ma l\\\\\'orgoglio delle canotte gialle dell\\\\'Atletica San Nicola era più forte della perversa mente di Ade che aveva progettato anzitempo per noi questo percorso spezzagambe. Guidati dalla nostra perseveranza e nonostante mille difficoltà e allucinazioni (credo di aver visto la Madonna intorno al nono km) siamo tutti giunti al traguardo ed è lì che tutto si è fatto più chiaro, non c\\\\'era nessun Caronte, nessuna punizione, non c\\\\'era nessun Inferno a cui giungere ma soltanto tutto l\\\\'amore, l\\\\'amicizia e il sacrificio di 43 persone che in nome di una comune passione chiamata CORSA ha portato la nostra squadra a conquistare uno strameritato terzo posto. I calorosi abbracci, i sorrisi, le classiche “pacche” sulle spalle, i “come è andata?”, le risate, le scherzose battute, gli applausi, la gioia nello stare insieme … ho un\\\\'altra famiglia a cui non posso fare a meno. FORZA ATLETICA SAN NICOLA!
Marco Spiniello
 

 
Name: Jenny     Email: 
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Country:   Date: 26 Feb 2018 17:04:20 GMT
Comment: Sono pochi mesi che faccio parte di questa società formata da giganti della corsa, da persone con negli occhi sacrifici, dedizione e voglia di andare avanti perché c’è un obbiettivo che ci accumuna tutti: correre 🏃 correre e correre. I risultati si vedono, la maratona di ieri ne è una dimostrazione. Complimenti alla nostra società che ci sostiene e ci accompagna in queste grandi manifestazioni sportive. Lieto di farne parte.

 
Name: Anna Merola Email: 
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Country:   Date: 26 Feb 2018 17:33:00 GMT
Comment: Pur essendo un percorso che conosciamo più o meno bene, poichè lo inseriamo spesso nei nostri allenamenti "chiacchierosi" domenicali, beh è stata dura. Ad accompagnarmi come sempre Francesco che già  ad un quarto della gara mi incitava a spingere perchè ormai era finita. Fino a torturarmi psicologicamente quando qualcuno mi ha urlato che ero terza donna. Nonostante il domino di " Anna vai" a pochi metri dal traguardo, una pugnalata podistica mi colpisce ed il mio finto terzo posto svanisce.

 
Name: Anna Merola Email: 
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Country:   Date: 26 Feb 2018 17:42:54 GMT
Comment: Certo un pò di delusione personale c\\\'è stata, ma l\\\'emozione e la felicità di scoprire che ce l\\\'avevamo fatta a conquistare il terzo posto ha cancellato persino la fatica. Sono queste le domeniche di gara che vorrei vivere sempre. Al di là del premio di società, conta di più fare squadra. Le foto di gruppo, le risate, gli aneddoti di gara di Peppe Nuzzo, il sorteggio dei gelati, il sostegno di Alfredo Giombetti e Anna Pinto, il brindisi mancato, gli occhi lucidi di Pietro.

Name: Maria Perillo Email: 
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Country:   Date: 27 Feb 2018 13:01:06 GMT
Comment: Domenica si è svolta la 10km collinare Casollese, gara tecnica, e l\\'atletica San Nicola era presente con  43 atleti....si 43 ... perché nel frattempo io e Peppe Nuzzo decidiamo di partecipare alla Maratona Casollese..interminabile.. Allo Start Nuzzo mi affianca e ogni vecchietto - vecchietta che superiamo..esclama ; " a chist o superamm" poi la salita si fa piu ardua e lì perdo la connessione ed incomincia un odissea fatta di salite...e salite..e curve dove speravi vedere una discesa, ma si saliva sempre. Al 5km una signora in macchina, infervorita, ci urla : " ma se nun c ha facit statev a cas a cucina\\' " Nuzzo urla qualcosa di irripetibile..io le alzo il dito medio, con fatica immensa... Monica che stava poco avati contribuisce anche lei con : " Ma sta Z.....".
Una maratona scortati costantemente dall\\'ambulanza ..n\\'angoscia mai vista. Dall 8°km in poi Nuzzo cercava di darmi forza dicendo che dopo la curva sicuramente c\\'era una discesa..ma la discesa non arrivava mai. Poi gli ultimi 200m discesa..accelleriamo seminado l\\'ambulanza e come un miraggio ed un\\'immensa gioia vediamo il traguardo la fine della nostra maratona.
A parte la fatica... è stato un grandissimo onore avere Nuzzo al mio fianco...e vedere tutta l\\'onda gialla...dell\\'Atletica San Nicola.. la squadra....la mia squadra ... La mia seconda famiglia al traguardo mi ha riempito di gioa. Sono fiera di me per aver contribuito al terzo posto. Sono fiera ed orgogliosa di far parte di questa grande famiglia gialla...

Maria Perillo.
 

Name: Giuseppe Nuzzo  
   
 
Comment: Mariaaaa se non era per te a chi avrei dato la colpa dio essere arrivato con l\\'ambulanza,......grazie a te !!!!
 

Name: Antonio Farina
 

Non c’è che dire, non ci sono parole… Ancora adesso dopo 3 giorni di silenziosi allenamenti è vivissimo il ricordo della gioia provata nel vederci tutti insieme a fare festa sotto all’arco di partenza e ancora di più sotto l’arco dell’arrivo. Le nostre vite per 10 lunghissimi km accomunate da un unico sogno, un unico obiettivo che si è materializzato quando dopo circa un’ora di attesa trepidante è stata diramata la classifica ufficiale che ci ha visti premiati con il terzo posto di società, (obiettivo, leggermente diverso, ma che per ragioni altrettanto diverse era già sfumato nella prima uscita seria e corposa dell’anno quale la mezza di Napoli). Allora a Napoli eravamo circa 40, domenica 44, due gare ad aprire e chiudere il mese di Febbraio con una partecipazione che va oltre ogni più rosea aspettativa. Il terzo posto era nell’aria, lo avevamo accarezzato a lungo tutto l’arco della settimana, lo abbiamo aspettato con ansia nella notte precedente (quasi fosse una “notte prima degli esami” di Venditti), ma è diventato realtà solo quando ognuno nei suoi 10 km ha potuto dare il suo contributo, non importa quanto sia stato grande o quanto sia stato piccolo, ciò che conta è aver contribuito ad esso. In maniera speciale, ognuno nel suo piccolo è stato attore protagonista di  una scena di film che ci auguriamo continueremo a girare nelle prossime settimane, nei prossimi mesi durante tutto questo anno e nel prossimo futuro. Per una volta in uno sport che più individuale non si può abbiamo dimostrato che a vincere è la squadra che alla  fine si stringe intorno al suo presidente e festosa va a prendersi il meritato premio. Era  stata una settimana difficile sotto tanti aspetti, principalmente psicologici, fatta di ansie, di calcoli, conteggi vari tesi a capire cosa sarebbe accaduto, una settimana dove presi dall’enfasi della competizione rischi di mandare fuori un post contro l’avversario sbagliato, ma poi a protezione di tutti e senza voler caricare di ansia e mettere pressione a nessuno, eviti di fare proclami e cerchi di tenere il cuore chiuso in gola. In attesa che l’evento abbia inizio. Non c’è stato bisogno del proclama dell’ispanico Presidente :” al via scatenate l’inferno”, sapevamo tutti che quelle canotte arancio dovevano essere superate a tutti i costi, e anche loro lo sapevano, ma alla fine ha vinto, forse non il più forte, forse  non il più astuto, ma solo il più tenace in quel momento, quello che quando è cominciata la salita, quella vera, al settimo km non ha rallentato ma si è messo le gambe in spalla e ha dato il tutto per tutto, il 100%. Perché stavolta quella “maledetta domenica” era la nostra! Quella delle canotte GialloFluo, un’onda  che ha attraversato l’intera città senza batter ciglio facendo tabula rasa di ciò che trovava avanti quasi fosse uno Tzunami domenicale di cui ancora si sente parlare in giro… Grazie Ragazzi! Grazie della vs corsa, Grazie del vs contributo e del vs supporto (anche psicologico  all’arrivo).  L’Atletica San Nicola c’è!!!


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